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martedì 22 luglio 2014

Mi sono trasferita! seguitemi su http://girlwithasuitcase.altervista.org/

Cari amici e fedeli lettori...o più probabilmente casuali frequentatori del mio blog poiché reindirizzati da Google ;)
Vorrei far sapere a tutti che la Ragazza con la Valigia si è montata la testa dopo 4 mesi in America e ha deciso di internazionalizzarsi: ha tradotto spudoratamente tutti i suoi articoli e li ha spostati, insieme ad altri nuovi, ad un nuovo indirizzo...

http://girlwithasuitcase.altervista.org/

Volete migliorare il vostro inglese? Benissimo, potete leggere i miei articoli sul nuovo blog, e poi tornare a ricontrollare i vostri progressi su quello vecchio ;) utile no?
Dovete partire per un periodo di studio all'estero? Se sentite l'ansia crescere date un'occhiata alla sezione study abroad e scoprirete cosa aspettarvi, cosa significa homesickness, come affrontarla...e vedrete che alla fine starete meglio, perché é sempre bello non sentirsi soli :)
Volete andare in vacanza? Vi piacciono i viaggi avventurosi? Volete provare a fare un INTERRAIL dell'Europa? Ragazzi c'è un sacco di roba da sapere e qualche consiglio specifico vi sarà utile!!! Date un'occhiata alla categoria interrail e saprete quasi tutto ciò che è importante sapere ma le guide ufficiali non menzionano (come funzionano i treni notturni per esempio...) ;)
A parte queste due cose vagamente utili, il blog è pieno di bellissime foto che vi lasceranno a bocca aperta (le ho fatte io, le ho fatte io :D) e che DOVETE assolutamente vedere...quindi fateci un salto eh ;)

Spero di rivedervi di là, grazie per essere passati...un grosso bacio a tutti dalla vostra Girl with a Suitcase!

PS: successivamente mi sono nuovamente evoluta: il mio più recente e riuscito esperimento di blogging è il celebre

www.viaggiosoloandata.it



sabato 22 marzo 2014

Corsa notturna verso Amsterdam...

Dopo treni che si dividono a metà percorso, per andare un pezzo da una parte e uno dall'altra, dopo altri che prendono traghetti e si fanno un bel pezzo di mare, siamo arrivate alla terza grande scoperta dell'interrail: il treno notturno! 
Da Copenhagen ci stiamo dirigendo verso Amsterdam, e dato che ci separano dalla nostra meta ben 15 ore di viaggio, abbiamo optato per una tratta notturna perché si, bello guardare i paesaggi, però non siamo mica pazze...!
Copenhagen ci ha colpito molto...un'altra città complessa, particolare, ricca di differenze...e a dir poco freddissima! Siamo state sfortunate con il tempo come al solito (ma va?!), per la maggior parte del tempo ci ha risparmiato la pioggia ma vento gelido e nuvoloni preoccupanti non sono mai mancati. Per raggiungere la sirenetta in particolare abbiamo rischiato di congelare e/o farci portare via da una tromba d'aria...e la sirenetta, per inciso, è un po' triste...la statua in sè è anche carina, ma le hanno costruito intorno tutte le fabbriche della città...mentre cercavo di fare qualche bella foto mi ritrovavo sempre a inquadrare un capannone, o una ciminiera fumosa o una nave da carico. Non mi meraviglia il suo sguardo triste, davanti a un tale scempio. Non credo che stia male per il suo amato principe umano, ma per la deturpazione della sua terra.
L'altro must di una visita a Copenhagen è la vietta con tutte le case colorate sul canale, chiamata Nyhavn. Davvero caratteristica e allegra, ma pensateci due volte prima di tornarci la sera. É costellata di ristorantini e locali carinissimi, ma hanno prezzi proibitivi (questo un po' ovunque a Copenhagen, visto che abbiamo mangiato da McDonald per risparmiare e ci siamo ritrovate comunque a spendere 9€ di menù) e non c'è davvero un'anima in giro. Forse il venerdì (ci hanno spiegato essere il nostro sabato sera) e un pochino anche il sabato, ma di sicuro non d'inverno in settimana.
La grande scoperta della vacanza invece è stata Christiania. La conoscete? No, non è una chiesa...è un quartiere hippy. Per la precisione un quartiere occupato da hippy negli anni '70, ostacolato e odiato dal governo centrale, ma in qualche modo tollerato e lasciato in pace a vivere con le sue piccole, particolari regole. 
Io avevo letto di questo posto e volevo assolutamente visitarlo, aspettandomi un quartiere desolato e sporco, pieno di barboni, pericoloso, ma sicuramente caratteristico. Mi ero fatta questa idea perché avevo letto che non era possibile fare fotografie, e nel caso si trasgredissero le regole le conseguenze avrebbero potuto essere imprevedibili...suona un po' spaventoso no?
Quello che però in internet non ho letto è che ci sono molte più regole, tra cui la completa proibizione di droghe pesanti e dell'uso della violenza per qualsiasi ragione. In poche parole questa comunità ha deciso (e non so come ci é riuscita) di autoproclamarsi autonoma, rendere legale l'uso della cannabis, vivere in pace senza rotture di palle dal governo e dall'ambiente esterno e rimanere comunque abbastanza "nascosta", poco commerciale o turistica, autentica. Quindi, sedendovi a qualche delizioso e caratteristico bar in Christiania, potrete ammirare un branco di persone interessanti e quantomeno divertenti e uniche, se siete fortunati perfino parlarci. Non potete immaginare che gente ci sia! I locali, quelli autentici, sono i migliori...
Potrete anche fare un giro nel "green light district", un posto meraviglioso che avrei voluto fotografare da morire per gli splendidi graffiti...e, bè, per tutto il resto. Scimmiottando il famoso quartiere porno di Amsterdam, questo luogo invece di vendere donne nude offre erba e fumo, e invece di essere in vetrina si può ammirare il tutto direttamente dai venditori, dotati di banchetti coperti da teli di cerata mimetica (è stata la loro risposta alle richieste del governo danese di "rendere meno evidente il commercio di stupefacenti". Geniali!).
I miei timori di un posto pericoloso si sono rivelati completamente infondati: le persone, nemmeno troppo numerose poi, vagano sorridenti e stordite, e se si mettono a chiacchierare condividono idee e ragionamenti dei più assurdi senza alcun secondo fine. Certo, non ho nemmeno provato a tirare fuori la macchina fotografica e vi invito a fare lo stesso; in caso contrario non saprei dire cosa potrebbe succedere, ma il divieto di fotografie è decisamente esplicito e si trova OVUNQUE.
Per questo posso solo invogliarvi mostrandovi l'ingresso di questo paese dei balocchi tutto danese, che già lascia intendere molto di come possa essere l'interno (consiglio: appena varcate il cancello voltatevi, e godetevi la scritta "welcome to EU": siete in un altro paese gente!).


Ma ora torniamo all'interrail. In senso stretto, questa é la nostra ultima tappa (infatti da Amsterdam a Londra andremo in bus, poiché conveniva terribilmente rispetto al costosissimo treno che collega Londra alla terraferma).
Avevo molte preoccupazioni legate a questa tratta: comincio col dire che NESSUN TRENO NOTTURNO È COMPRESO NEL BIGLIETTO INTERRAIL. Purtroppo, dovrete sempre prenotare un posto e pagare, pure caro oserei dire, almeno con i treni Bahn che collegano tutto il nord Europa.
La buona notizia è che pagherete solo un supplemento, il cui prezzo è molto variabile (e credetemi, non vorreste dover pagare il prezzo pieno...!). La nostra tratta costava: 
-12€ per prenotare solo la poltrona, quindi senza nessun letto e la prospettiva di 15 ore molto lunghe...
-24€ circa per la couchette a 6 posti, più comoda ma a dir poco affollata come idea...
-sui 30€ per la couchette a 4 letti, sicuramente interessante per avere la speranza di un po più di privacy (e spazio!).
Per quanto riguarda le soluzioni di categoria superiore non vi saprei dire il prezzo, perché ho eliminato quella possibilità fin dalla prima volta che ho visto i prezzi: si saliva sopra il centinaio, e non mi sembrava troppo il caso. Considerato che una notte in treno fa "risparmiare" una notte in hotel, un prezzo tra i 20 e i 40€ può essere accettabile, ma sopra mi pare esagerato.
Non vi nascondo la fatica di compiere questa scelta. Ogni opzione aveva i suoi pro e i contro: ok risparmiamo, ma poi come ci arriviamo al mattino ad Amsterdam? Ok paghiamo di più e dormiamo, ma l'idea di condividere una stanza di 1 metro per 2 con 4 sconosciuti in minuscoli letti a castello non è proprio allettante...
Alla fine abbiamo comunque optato per questa opzione (6 letti) perché abbiamo scoperto una cosa...una cosa molto utile...soprattuto alle ragazze!
DONNE, ASCOLTATEMI! Approfittate del vostro status privilegiato guisto su un paio di cose in questo mondo maschilista, e chiedete una cabina woman-only! È nei vostri diritti. Se vi va grassa come a noi, verrete spostate in una tutta per voi. Ovviamente, per loro è più comodo darvi una cabina vuota piuttosto che assicurarsi che nella vostra non ci siano maschi. Comodo no? Così ci siamo ritrovate in una couchette da 6 in 2! Io sono comodamente seduta sui sedili di sotto (come nel nostro regionale, una lunga panca "moquettosa" per 3 persone circa, il cui schienale però si alza e diventa il primo piano di un letto a castello composto da 3 piani), mentre la mia compagna di viaggio già dorme come un ghiro nel suo lettino all'ultimo piano. Purtroppo lo spazio è angusto e ho faticato a fare una foto decente, ma questo è quella che per stanotte chiameremo "casa".


Ed ecco a voi il letto all'ultimo piano, fatto nel modo migliore possibile considerato che per mettere le lenzuola devi trovare un modo per farle passare sotto le tue stesse ginocchia...! Ah, persone alte, astenetevi: io ci sto a malapena e sono alta 1,75m.


A breve andrò a testarlo, e nel prossimo post assegnerò un punteggio alla qualità della dormita. Per ora il trucco della camera solo femminile è stato molto apprezzato, e il livello di privacy è eccellente!
Un'ultima accortezza, interrailers...la carrozza ristorante sul nostro treno non era particolarmente cara, ma vi consiglio ugualmente di portarvi qualcosa da casa. Tante schifezze da mangiare, magari una birretta, e il viaggio passerà meglio!

Buona notte a tutti...io continuo a sfrecciare verso l'Olanda tra un sogno e l'altro.

domenica 8 settembre 2013

Homesickness...o solo inadeguatezza



C'è qualcosa di cui nessuno studente erasmus/exchange parla mai nei suoi racconti, cioè del fatto che gli possa essere mancata casa sua. Non saprei dire il perchè, ma è davvero così, insomma li vedi sempre pubblicare foto bellissime su facebook, quando li senti ti dicono che è tutta una figata, quando tornano non fanno altre che dire che vorrebbero essere ancora là. Quindi non è difficile no? Se tutti partono e nessuno si trova male o almeno si sente solo, vuol dire che è facilissimo!
Poi però c'è l'altra "voce" sull'erasmus/exchange, la voce cioè di chi queste esperienze le organizza o le vive come tutor, assistente, o comunque come "esterno" coinvolto. Questa voce sostiene con convinzione che un esperienza del genere ti cambia perchè impari ad affrontare le difficoltà, a gestire la solitudine, a tirarti su da solo...quindi questi cambiamenti e queste sfide sembrano presupporre una difficoltà di fondo no? Addirittura c'è gente che queste cose le studia, non so se siano psicologi, antropologi o che altro, e hanno teorizzato un vero e proprio grafico dell'andamento dell'homesickness. Ne ho trovato uno in internet che è molto simile a quello che ci hanno fatto vedere qui, durante i primi giorni di orientamento:

http://web.viu.ca/studyabroad/departsmart/modules/whileaway.htm
Il grafico mostra chiaramente come al periodo pre partenza, da tutti confermato come un periodo di alti e bassi, di confusione e di indecisione, segue un periodo di up, alla partenza e poi...uno quasi corrispettivo di down. E questo studio non è il risultato di un'analisi che riguarda, che so, uno studente su cinque. Ce lo hanno prospettato come una sicurezza, una certezza matematica, qualcosa a cui tutti devono andare incontro quando affrontano questo tipo di esperienza.
Allora, perchè non c'è nei racconti di nessuno? Perchè quando mi guardo intorno mi sembra di essere la sola? Non credo sia generalizzabile, molto fa il carattere, molto altro il tipo di compagnia che casualmente si incontra nel nuovo paese straniero, forse anche l'educazione o altre cose giocano un ruolo...non tutti dovranno affrontare questo grafico. Ma qualcuno si, per forza. E dove sta? Perchè si nasconde?

Ci nascondiamo tutti, in realtà...anche io stessa certi giorni vorrei solo chiudermi in casa e piangere, ma poi, quando esco, sorrido, faccio finta di niente, dico che sto bene...dopo un po' inizio anche a divertirmi, certo, ma continuo a sentire quel vuoto che mi dice che qualcosa non va, che questo non è il mio posto. Non so se chiamarla Homesickness, o "nostalgia di casa", perchè in realtà non è tanto casa che manca...si, vorrei un abbraccio della mia mamma, e un bacio del mio ragazzo, e le mie amicizie e la mia casa...ma più che altro ciò che fa male è quella specie di sensazione di malessere alla bocca dello stomaco, come quando sei nervoso, come quando non sei rilassato. Quella sensazione che ti fa stare sempre come una corda in tiro. E lo sei perchè ti senti fuori posto, perchè nulla di ciò che conosci e ti da sicurezza è lì con te, perchè ogni diavolo di cosa, anche trovare la carta igienica per il bagno, quando sei in un posto nuovo diventa difficile.
Vorrei solo che qualche studente che si trova lontano da casa e si sente male per questo leggesse il mio blog..se così fosse, e mi stai leggendo, voglio dirti che NON SEI SOLO. Non tanto perchè anche io mi sento così, insomma nemmeno mi conosci, ma perchè credimi, lo studente straniero nella stanza accanto alla tua in questo momento sta provando le stesse cose. Il grande problema degli esseri umani è che usiamo il dono della parola per i motivi sbagliati, la usiamo per lamentarci, per giocare, per ridere, per sfottere...mai per chiedere aiuto
Nel mio caso specifico, io mi sento ancora come nel pre partenza: oscillo continuamente tra l'alto e il basso, tra il "sì, che bello, qui è tutto fantastico" e il "cosa diavolo ci faccio io qui?". Un giorno su, e l'altro sotto terra. Avere il fidanzato a casa di sicuro non aiuta, probabilmente se non ci fosse mi butterei di più in nuove conoscenze, nuove cose, nuove esperienze...ma al momento sentirlo è una delle cose che più mi tranquillizza, perchè è l'unico con cui mi sfogo, e non riesco a pensare a stare senza la consapevolezza della sua presenza. Credo di essere una persona strana...vado molto d'accordo con poche persone, come se fosse una grandezza inversamente proporzionale: all'aumentare della gente la mia simpatia diminuisce. Non mi so più relazionare. E' sempre stato così, infatti nella mia vita non ho mai fatto parte del grande gruppo, ho sempre avuto la mia piccola schiera di amici secondo la filosofia del "pochi ma buoni". Però qui volevo essere diversa. Qui volevo semplicemente godermi tutte le esperienze nel modo più facile possibile. Invece mi sembra di trovare muri davanti a me: cerco di fare amicizia, di aprirmi, di invitare, e mi sembra che tutti abbiano già la loro vita, che non se ne facciano niente di me. E' così triste sentirsi soli, è così triste non sentirsi accettati. Per questo mi chiedo se la mia sia homesickness o se sia solo inadeguatezza. Forse come sempre mi forzo a fare cose per cui non sono pronta. Forse il mio carattere o semplicemente le attuali circostanze non mi permettono di godermi questa esperienza come dovrei. Forse dico così solo perchè è l'inizio, e ancora non so come si evolveranno le cose. 
Diciamo solo che per ora è così: il mio cuore è diviso a metà, una parte batte all'impazzata davanti a tutte le novità e tutte le sfide che sto affrontando, ed è felice e realizzata per aver avverato questo sogno. L'altra metà piange ogni volta che pensa all'Italia, e spera che questa esperienza, per quanto ricca e formativa, finisca in fretta. Non lo so come si evolverà, magari tra un mese sarà completamente diverso. Posso solo provare a viverla come viene. Nel bene o nel male, mi avrà insegnato tanto. Per ora, comunque, spero ancora che sia solo "nel bene".

martedì 11 giugno 2013

Come affrontare senza problemi il colloquio per la richiesta di visto per gli USA

***NOTA BENE: questo blog e' chiuso! Rispondo SEMPRE alle domande nei commenti, ma solo se lasciati sul nuovo sito, a questo indirizzo! Lascia un commento in inglese (preferibile) o in italiano, rispondero' appena possibile!***


Anche questo scoglio è andato: sono tornata a casa vittoriosa con il mio visto di ingresso pronto per partire! In realtà non ce l'ho proprio io ancora, devo andare a ritirarlo domani...ma il più è fatto!

Questo è un passaggio obbligato non solo per me e per tutti gli exchange students, ma per chiunque voglia richiedere un visto di ingresso negli Stati Uniti...e credetemi, lì serve un visto praticamente per qualsiasi cosa! Personalmente, ero abbastanza agitata e non avevo affatto chiaro come si sarebbe svolta la cosa...dal momento che suppongo di non essere la sola, questo post sarà un'utile guida a tutti coloro che dovranno affrontare questo banale, ma essenziale, passo!

Intanto, comincio col dire che ero molto più agitata del necessario; gli americani tendono a fare terrorismo psicologico a chiunque voglia anche solo avvicinarsi alla loro terra, ma poi in realtà sono tranquilli e amichevoli. Se avete già fatto richiesta telefonica o online per il colloquio e completato il modulo DS-160, insomma, siete già a buon punto! Se non l'avete fatto, non provate nemmeno a passare direttamente al consolato a chiedere qualche informazione, o a fare i furbi sperando che vi lascino passare...sono americani, o fai come dicono loro o niente! Quindi cercate il sito dell'ambasciata più vicina a voi (in Italia sono a Roma, Milano e Firenze, ma probabilmente la troverete anche in altre città) e seguite tutti i passaggi per richiedere il visto, come illustrato nel sito (e se volete potete farvi un'idea di cosa aspettarvi leggendo il mio post precedente).

Io mi sono recata al Consolato di Milano, e non posso sapere se in altre città la cosa si svolga in modo diverso. Credo comunque che certe regole siano fisse, per cui ecco qui qualche consiglio (dato dalla mia personale esperienza e dal racconto di un amico che ha fatto lo stesso di recente).


  • O MOLTO IN ANTICIPO, O ARRIVATE PURE IN RITARDO. Io avevo appuntamento alle 8 e mezza (il primo della mattina quindi), e alle 8 e 10 sono arrivata davanti al palazzo. La fila cominciava praticamente all'uscita della metropolitana, e subito dietro di me c'erano due signori che avevano appuntamento alle 9 e mezza. Quindi fate voi: sul foglio di conferma consigliano di arrivare un quarto d'ora prima, ma visto che evidentemente non basta, arrivate più o meno puntuali e mettetevi l'anima in pace. Passerete lì almeno due ore.
  •  NON PORTATE BORSE, ZAINI, MARSUPI...NEMMENO LA POCHETTE! Sebbene il cartello all'inizio della fila reciti "non sono ammesse valigie e borse di grandi dimensioni", il divieto è in realtà esteso a qualsiasi contenitore. Io, essendone a conoscenza, mi sono attrezzata con giacchino dotato di tasche e una busta della spesa per non dover tenere in mano i mille fogli che dovevo portare con me. Ma se proverete a portare anche una minuscola borsetta contenente solo le chiavi di casa, il verdetto sarà lo stesso: consegnarlo al bar accanto, che si è attrezzato come deposito, e ovviamente pagare 5€. Ma dai, vi pare che fosse gratis? Insomma, svolgono un servizio! Non per fare la spilorcia, ma con quei 5€ vi ci fate un panino all'uscita, dai.
  • NON VENITE ACCOMPAGNATI. So che è un peccato perchè la mamma/amica-o/fidanzata-o farebbe comodo nell'ora di fila che vi attende, ma NON potranno entrare con voi all'interno del palazzo. Esatto, come i cani: c'è il cartello all'ingresso con la mamma nel cerchio rosso sbarrato. ;) Solo chi deve fare richiesta di visto entra. Se avete un accompagnatore molto paziente, potrà tenervi compagnia in coda e poi svolgere il ruolo di reggi-borsa mentre si prende un luuuuungo caffè, in attesa del vostro ritorno. 
  • SE VI SENTITE FOTOGENICI, C'E' LA MACCHINETTA. Se vi siete dimenticati di fare la foto formato 5X5 (ricordate: sfondo bianco, non sorridete, orecchie scoperte...insomma, se siete venuti bene di sicuro c'è qualcosa di sbagliato, rifatela) o se siete così orribili da non essere quasi riconoscibili, avete un'ultima chance alla macchinetta in sala d'attesa. Mi raccomando, soldi contati (5€): nessuno avrà da cambiare e ovviamente la macchina non dà resto.
  • SICURI DI AVER PRESO TUTTO? Non dimenticate niente, o vi faranno tornare a casa e ricominciare la trafila! Melius abundare quam deficere, no? Quindi riempite la cartellina con tutto ciò che può essere utile. Personalmente non mi è stato chiesto niente a parte i moduli obbligatori (quindi niente che dimostri il mio amore per la patria, nè il possedimento di beni, nè lo stato patrimoniale) ma se ce l'avete, perchè non portarlo?

Fatta la coda e raggiunto l'ingresso, le guardie vi faranno entrare uno alla volta e ci sarà la solita procedura da controllo in aeroporto a cui probabilmente siete abituati. Cellulare e ogni tipo di oggetto elettronico dovrà essere lasciato nelle cassette di sicurezza all'ingresso (sì, questo è gratis); persino le chiavi della macchina sono considerate tali! 
Poi vi faranno salire, e inizierà la catena di montaggio: una prima signorina vi ordinerà i fogli e vi attaccherà la foto ai documenti, poi vi siederete ad aspettare. Una seconda signorina vi ritirerà i documenti, e vi siederete ad aspettare. Una terza vi prenderà le impronte di tutte le dita...e poi aspettare. 
Infine, il tanto agognato e temuto COLLOQUIO: nulla più che una quarta signorina che vi chiederà dove andate, per quanto, se avete parenti in America, e domande di routine. Rispetto a quanto scritto nei fogli di riepilogo, insomma, nulla di che. E' più emozionante fare la fila alle poste!

E' finita! O quasi, perchè il vostro passaporto se lo tengono loro e potrete andare a recuperarlo con il visto solo due giorni dopo. Quindi attrezzatevi per poter restare in zona, o per avere qualcuno che lo prenda al posto vostro. Altrimenti c'è la possibilità di farselo spedire, ovviamente, dai 15€ in su.

Sicuramente, questa è la descrizione più accurata che potessi fare di questo fatidico appuntamento. Nulla di cui preoccuparsi, chiaramente, ma dopo averla letta potrete andare sicuramente più tranquilli e anche risparmiare 5€ o più ;)

Questo è ciò che succede al Consolato di Milano...nelle altre città? Lo chiedo a voi! Così potremo rendere questa piccola guida davvero completa!




Ora che anche questa è andata, mi sento stranamente leggera e insieme pesante. E' tutto reale. E' tutto ufficiale. Lo era anche prima, ma da adesso a quando partirò non c'è (quasi) più nulla da fare...solo aspettare. Mancano solo due mesi...
A tratti mi assale l'ansia e vorrei fermare il tempo e cancellare tutto, altre volte vorrei solo correre al 25 agosto e prendere quell'aereo...credo che sia normale, e che più si avvicinerà la data, più l'ansia aumenterà e la prima tentazione si presenterà più spesso. Ma il tempo non si ferma, no?
Due mesi...




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